Prezzi alti per i farmaci oncologici: un problema contro cui si scontra anche il nostro sistema sanitario. Uno studio Usa propone di commisurare il costo ai benefici.
Lo studio condotto da un gruppo di ricercatori della Emory University, in Georgia, pubblicato su Jama Oncology, porta spunti di riflessione interessanti sull’annosa questione del costo dei nuovi farmaci oncologici, sempre più elevati e sempre più fuori dalla portata dei servizi sanitari. Una particolare osservazione è stata fatta per il nuovo farmaco contro il tumore del polmonare, il necitumumab, la cui richiesta di approvazione è pendente presso la Fda.
“Il prezzo dei farmaci oncologiciafferma Daniel A. Goldstein, Dipartimento di Ematologia e Oncologia Medica del Winship Cancer Institute della Emory University - sono andati alle stelle negli ultimi anni e queste cifre non sono rapportate ai benefici che i farmaci offrono. La maggior parte delle nuove terapie oncologiche costa oltre i 10 mila dollari al mese. Questi costi sono insostenibili per il sistema, in quanto i farmaci potenzialmente salvavita dovrebbero avere un alto costo, ma quelli come il necitumumab, che nella migliore delle ipotesi estendono la sopravvivenza di appena qualche settimana, dovrebbero costare molto meno”.
“Al momento - concludono gli autorinel processo di sviluppo e di approvazione di un farmaco, manca un passaggio cruciale: la valutazione del costo e del valore”.
Gli studi registrativi dimostrano quindi che questo farmaco (qui, il nuovo foglietto illustrativo digitale) estende la sopravvivenza dei pazienti affetti da carcinoma squamoso del polmone in fase metastatica di circa 7 settimane. Pertanto i ricercatori americani, avvalendosi di un complesso modello economico, hanno fattorizzato il costo del farmaco e della sua somministrazione rispetto all’aspettativa di vita, alla frequenza e alla gestione degli eventi avversi e alla qualità di vita. E secondo i risultati del loro calcolo, il costo rapportato al valore di questo farmaco dovrebbe aggirarsi sui 563-1.309 dollari per un ciclo di tre settimane, una cifra decisamente inferiore a quella di molti farmaci oncologici entrati di recente sul mercato (e in Italia è partito il servizio farmaci a domicilio anche per i malati oncologici).