Un campanello d’allarme che non sempre viene tenuto da conto. Il 15 per cento delle donne italiane è soggette a dolore pelvico. E di queste almeno 3 milioni hanno denunciato ritardi diagnostici. S

econdo Alessandra Graziottin, direttrice del centro di ginecologia del San Raffaele Resnati di Milano, bisogna fare i conti con una diffusa “banalizzazione dei sintomi e/o lettura psicogena. Le pazienti si sentono dire che si tratta solo di stress, di fattori psicologici. Viene negata quindi la sua vera base biologica: un'infiammazione progressiva di organi e tessuti”.

Se si aggiunge la difficoltà a fare diagnosi in questo campo (sono necessarie almeno sei visite specialistiche), si comprende perché si arriva fino a 10 anni per identificare correttamente l'endometriosi (grave malattia che può portare anche all'infertilità), fino a 7 anni per la sindrome della vescica dolorosa, 4 anni e 8 mesi per la vulvodinia (con annessi fastidiosi bruciori, molti anni per la sindrome del colon irritabile.

Sono queste le quattro patologie chiave che alimentano il dolore pelvico. Così l'infiammazione progressiva di organi e tessuti passa da dolore a malattia. Per non parlare del fatto che in presenza di lesione della citoarchitettura si rischiano danni all’intera pelvi.

Aggiunge Filippo Murina, responsabile del servizio di patologia vulvare dell'ospedale Buzzi di Milano: "La vulvodinia interessa tra il 10 e il 12 per cento delle donne. Presenta come sintomi principe sia il dolore vulvare, spontaneo o provocato, della durata di almeno 6 mesi, che il dolore all'inizio della penetrazione. Nell'anamnesi il 32 per cento delle donne soffre durante i rapporti, fin dalla prima volta".

Secondo il dottor Murina il “75 per cento delle donne è incorso in almeno un'infezione da Candida, il 35 per cento le ha ricorrenti, con infiammazione cronica dell'entrata vaginale. Quasi tre adolescenti italiane su dieci che si rivolgono agli ambulatori pubblici italiani per una visita ginecologica presentano una candidiasi recidivante, che predispone a vestibolite/vulvodinia. Ecco perché la diagnosi precoce e una terapia adeguata sono essenziali anche in questo ambito”.