Presso la Facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Bari si inaugura il Corso post lauream per la formazione del farmacista di reparto. “Il farmacista nei reparti - spiega il Prof. Cosimo Damiano Altomare, Direttore del Dipartimento Farmaco-Chimico dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” - può essere di aiuto nella scelta appropriata dei farmaci, dei dosaggi più adeguati, della riduzione del rischio di interazione tra farmaci e può fornire strumenti di valutazione costo-efficacia ”. Sottolinea il dott. Michele Lattarulo, Segreterio Regionale SIFO “La maggior parte dei Paesi occidentali ha identificato nel farmacista di reparto una figura in grado di affrontare le criticità in ambito clinico con particolare attenzione all’appropriatezza prescrittiva, al rischio clinico ed alla corretta allocazione e gestione delle risorse nel campo del farmaco.” Spiega Francesco Cattel, Dirigente Farmacista Area Farmacia Clinica, AOU San Giovanni Battista, Molinette – che con l’introduzione della figura del farmacista di reparto “abbiamo registrato una riduzione della spesa pari a circa il 41% e una riduzione del 70% degli errori clinici riguardanti prescrizione, somministrazione, preparazione e monitoraggio.” Nell’intervento di Piera Polidori, Direttore del Dipartimento di Farmacologia Clinica dell’ISMETT-Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione di Palermo, viene descritta l’esperienza innovativa del Dipartimento, nato 12 anni fa, che alle competenze professionali del farmacista coniuga un alto livello di tecnologia.

La Facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Bari, in collaborazione con la SIFO-Società Italiana di Farmacia ospedaliera - Puglia, la SIF-Società Italiana di Farmacologia, l’Agenzia Regionale Sanità Puglia e con la collaborazione di Teva Italia e Bristol-Myers Squibb Italia, ha inaugurato oggi, presso l’aula 6 della Facoltà di Farmacia dell'Università di Bari, il “Corso di perfezionamento post lauream per farmacisti ospedalieri, per la formazione del farmacista di reparto”.
“Attraverso il corso – spiega il Prof. Cosimo Damiano Altomare, Direttore del Dipartimento Farmaco-Chimico dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” - organizzato dalla Facoltà di Farmacia dell’Università di Bari “Aldo Moro”, puntiamo a perfezionare la preparazione professionale dei farmacisti ospedalieri, affinché possano entrare autorevolmente a far parte di team multidisciplinari (medico, infermiere, farmacista) nei reparti ospedalieri. Il farmacista nei reparti può essere di aiuto nella scelta appropriata dei farmaci, dei dosaggi più adeguati alle esigenze del singolo paziente, della riduzione del rischio di interazione tra farmaci. Si pensi, per esempio, al caso delle politerapie tipiche del trattamento del paziente anziano. Il professionista può fornire strumenti di valutazione costo-efficacia, condividere con il medico modifiche di terapia farmacologica, fornire un servizio di informazione scientifica sui farmaci indipendente. In estrema sintesi, il farmacista può contribuire a migliorare la qualità delle cure, razionalizzandone i costi.”

Il farmacista di reparto, figura molto diffusa negli ospedali di Gran Bretagna, Stati Uniti e Israele (mentre in Italia, al momento, riguarda solo poche realtà), diventa consulente del medico all’interno del reparto. Sottolinea il dott. Michele Lattarulo, Segreterio Regionale SIFO “La maggior parte dei Paesi occidentali ha identificato nel farmacista di reparto una figura professionale in grado di affrontare le criticità in ambito clinico con particolare attenzione all’appropriatezza prescrittiva, al rischio clinico ed alla corretta allocazione e gestione delle risorse nel campo del farmaco.  Una tale figura deve essere vista come qualificato “consulente” al fianco del medico e non come nuova individualità nel contesto assistenziale. Se le grandi potenze economiche europee ed d’oltreoceano hanno puntato su questa professionalità, sostenendone i costi, si ha motivo di ritenere, ed a ragione, che la risorsa del farmacista clinico di reparto rappresenta un reale investimento per la sanità italiana”.
A dimostrarlo ci sono anche le prime esperienze italiane condotte a Torino e Palermo, come descritto dagli interventi del dottor Francesco Cattel, Dirigente Farmacista Area Farmacia Clinica, AOU San Giovanni Battista – Molinette e Piera Polidori, Dirigente di Farmacologia Clinica dell’ISMETT Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione di Palermo.  “Le attività condotte nell’ambito del Progetto “Farmacia Clinica” attivato 6 anni fa prevede, tra le altre cose, un potenziamento della figura del farmacista di reparto - spiega il dott. Francesco Cattel, Dirigente Farmacista Area Farmacia Clinica, AOU San Giovanni Battista, Molinette – I risultati hanno evidenziato subito i vantaggi:    abbiamo registrato una riduzione della spesa pari a circa il 41% e riportato una riduzione del 70% degli errori clinici riguardanti prescrizione, somministrazione, preparazione e monitoraggio”.

La dottoressa Piera Polidori ha invece descritto il ruolo del Dipartimento di Farmacologia Clinica  dell’ISMETT, nato con l’apertura dell’Istituto nel 1999 allo scopo di contribuire, all’interno di un gruppo multidisciplinare, alla centralità del paziente e all’ottimizzazione della terapia farmacologica in termini di sicurezza, appropriatezza, efficacia e controllo dei costi. Nella struttura, unica in Italia, i farmacisti controllano la gestione del farmaco attraverso una verifica informatizzata delle prescrizioni 24h/24, la preparazione delle terapie in dose unitaria, per evitare sprechi, e allestite dai tecnici di farmacia o controllate attraverso gli armadi informatizzati.

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