Che l’Italia sia destinata a diventare sempre di più una nazione vecchia lo si sa da anni, ma da una ricerca dell'università di Milano-Bicocca, “L'incidenza delle cronicità nelle geriatrie italiane. Possibili risparmi per la spesa sanitaria” coordinata da Gianluca Merchich e Mariangela Zenga, emerge che nel 2050, in un Paese sempre più invecchiato, l'assistenza agli anziani potrebbe assorbire due terzi del budget del Servizio sanitario nazionale. In Italia, hanno spiegato in un convegno promosso dal Criet, Centro di ricerca interuniversitario in economia del territorio, gli over 65 sono un quinto della popolazione e di questi, quasi il 40 per cento è affetto da almeno una malattia cronica. Tanto che il 37,5% dei ricoveri prodotti dalle geriatrie riguarda appunto malattie croniche, con una tendenza a livello nazionale in aumento nel triennio 2009-2011.

Tutto questo produce 540 mila giornate di degenza ordinaria ogni anno, per erogare le quali occorrono circa 1.480 posti letto, con un utilizzo di risorse economiche di oltre 137 milioni di euro. Meno del 2% dei dimessi dai reparti di geriatria con patologie croniche accede all'ospedalizzazione domiciliare. Nel 2011 il numero più alto di ricoveri è stato per cardiovasculopatie (21.536) e a seguire per broncopneumopatie (13.256).

La ricerca ha fornito anche una stima delle risorse economiche che potrebbero essere destinate all'assistenza territoriale, garantendo una presa in carico del paziente cronico appropriata. È stata annunciata anche la convenzione tra l'università di Milano-Bicocca e Confcooperative, promossa da Marco Baldoni del dipartimento di Chirurgia e medicina interdisciplinare e da Angelo Di Gregorio del dipartimento di Scienze economico-aziendali e diritto per l'economia, finalizzata allo sviluppo congiunto di attività di ricerca, consulenza, formazione e collaborazione per la partecipazione a bandi di finanziamento nazionali e internazionali.