Nel mondo moderno la prevenzione di un organo delicato come il cervello diventa sempre un’opera più difficile. Stando a quanto ha rilevato uno studio condotto dal Duke University Medical Center – e pubblicato dalla Proceedings of the National Academy of Sciences, la più autorevole rivista medica americana – .dobbiamo difenderci ancora di più dal bisfenolo A. Perché l'esposizione ambientale a questo composto chimico ampiamente presente in plastiche e resine, cioè in oggetti usati tutti i giorni come i contenitori alimentari, potrebbe sopprimere un gene vitale per il funzionamento delle cellule nervose e lo sviluppo del sistema nervoso centrale.
 
Gli scienziati hanno scoperto che, durante il primo sviluppo dei neuroni, l'esposizione a una piccola quantità di Bisfenolo A altera i livelli di cloro delle cellule e spegna il gene Kcc2, ritardando così la rimozione del cloro dai neuroni, provocando problemi nello sviluppo del cervello. Uno degli autori dello studio, Wolfgang Liedtke, ha spiegato: “Il Bisfenolo A potrebbe danneggiare lo sviluppo del sistema nervoso centrale e predisporre animali e umani a sviluppare disordini neurocomportamentali.
 
Lo scorso ottobre il Senato francese ha approvato una norma che prevede la progressiva messa al bando dell’uso del bisfenolo A (BPA) in tutti gli imballaggi per cibi e bevande a partire dal 2015, e già da inizio 2013 per i prodotti alimentari destinati ai bambini fino ai 3 anni. Prima che entri in vigore il divieto totale (1 luglio 2015), la normativa prevede anche un’apposita etichettatura per le confezioni contenenti BPA, destinati a donne in stato di gravidanza o bambini, i soggetti considerati più a rischio. Qualche mese dopo in Italia ricercatori della Seconda università di Napoli avevano messo in correlazione la presenza di bisfenolo A presente in contenitori di plastica per alimenti e l'obesità infantile