Interessante scoperta pubblicata sulla rivista Nature medicine, dai ricercatori della Johns Hopkins Medicine che, se confermata, potrebbe portare alla messa a punto di una nuova terapia per debellare l'HIV anche quando è nella fase latente nell'uomo.

Nell'articolo, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica, i ricercatori dichiarano di aver scoperto che la stragrande maggioranza - il novanta per cento - dei provirus latenti sono infatti difettosi. Si tratta infatti di copie di precursori di virus talmente mutati da non funzionare più.

A dichiararlo è uno degli autori Robert Siciliano (medico di malattie infettive e biologo molecolare presso la Johns Hopkins University School of Medicine) che dichiara ancora "Per curare l'HIV, occorre sbarazzarsi dei provirus senza difetti Ma il nostro lavoro dimostra che i test standard usati per fare questo sono forme di misurazione del virus che non sono realmente rilevanti per queste strategie di cura".

L'infezione da HIV è attualmente trattata con terapie antiretrovirali (ART) che sono efficaci nel bloccare la capacità del virus di copiare se stesso per produrre più virus. Tuttavia il virus persiste perché nella sua forma latente, si nasconde con successo all'interno di alcune cellule del sistema immunitario senza replicare attivamente e senza produrre segnali chimici che, a loro volta, attirano l'attenzione dei farmaci. Tuttavia, i provirus possono attivarsi e provocare una nuova fiammata di infezione nein pazienti che hanno smesso la terapia.

Quindi conclude Siciliano "'Gli sforzi per mettere fuori i serbatoi latenti del virus - finora senza successo - sono diventati una sorta di Santo Graal per virologi". Diventa quindi molto importante, in questo contesto, conoscere esattamente il numere dei provirus sono in grado di replicarsi per prevedere il possibile progredire dell'infezione.

Robert Siciliano, M.D., Ph.D., professor of medicine, molecular biology and genetics, has received a Research in Action Award from Treatment Action Group, one of the leading AIDS research advocacy organizations.