È in svolgimento a Roma, e si concluderà domaniilCorso Multidisciplinare di Patologia e Citologia Tiroidea presso l'Aula Brasca del Policlinico Gemelli dell'Università Cattolica. Al centro della due giorni c’è la classificazione citologica dei noduli della tiroide unica e accettata in tutto il mondo per formulare una corretta diagnosi e individuare strategie terapeutiche appropriate e condivise per ogni tipo di lesione. La classificazione delle lesioni tiroidee è uno strumento indispensabile per orientare la scelta tra un approccio terapeutico di tipo medico, quindi una terapia farmacologica e perciò non invasiva, oppure di tipo chirurgico con l'asportazione della lesione
 
Domani sarà presentata una nuova classificazione italiana delle lesioni tiroidee valida a livello mondiale e sarà illustrata da Francesco Nardi della Sapienza di Roma, che insieme a tutti membri del Comitato italiano SIAPEC-AIT (Società Italiana di Anatomia Patologica e Citologia diagnostica - Associazione Italiana della Tiroide) hanno sottoscritto la nuova classificazione, con il contributo dei maggiori esperti internazionali di lesioni della tiroide: Virginia A. Livolsi e Zubair Baloch, Università di Pennsylvania. La nuova classificazione italiana è stata possibile grazie al contributo di anatomo-patologi ed endocrinologi, ma anche di chirurghi e medici nucleari, con l'obiettivo di calibrare al meglio l'approccio terapeutico, ricorrendo all'intervento chirurgico solo in caso di lesioni con forte probabilitò di malignità e trattando con terapia farmacologia e follow-up le restanti lesioni che rappresentano la stragrande maggioranza dei noduli tiroidei (circa il 90%).
 
Come spiega Guido Fadda, professore aggregato presso l'Istituto di Anatomia patologica dell'Università Cattolica di Roma e coordinatore scientifico del corso, sono “tre le comunità scientifiche al mondo che hanno compiuto questo sforzo: quella del Regno unito, l'Italia e gli Stati Uniti. Nel 2007 avevamo presentato la classificazione italiana SIAPEC-IAP, pubblicata nel 2008 e inclusa nelle Linee Guida Italiane per la Gestione delle Lesioni Nodulari Tiroidee. In quella classificazione si prevedevano 5 categorie diagnostiche, ognuna delle quali caratterizzata da una differente e appropriata terapia. Da allora sulla base di un accurato monitoraggio, un comitato composto da 5 citopatologi (appartenenti alla SIAPEC) e 5 endocrinologi, appartenenti alle due più importanti società endocrinologiche (la Società Italiana di Endocrinologia e l'Associazione Medici Endocrinologi, entrambe appartenenti all'AIT) ha curato l'aggiornamento e il lavoro che è stato appena terminato e inviato per la pubblicazione alla rivista internazionale Journal of Endocrinological Investigation (JEI)”.