Non fa male, non fastidi al ventre e non richiede anestesia: direttamente dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ecco il “bruco-robot” che evita il dolore.

Realizzato da un’azienda direttamente legata alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, la  Era Endoscopyil robot che ricorda in qualche maniera un bruco si muove all’interno del colon sfruttando un movimento di allungamento ed accorciamento, grazie ad un sistema di ancoraggio vicino alla “testa” ed alla “coda”, che ricorda il processo cinetico dell’insetto. Chiamato Endotics, il ritrovato tecnologico è stato finanziato in parte dalla Cassa di Risparmio di Volterra, ed già stato utilizzato negli Spedali riuniti Santa Maddalena.

Grazie al lavoro discreto del robot, i tradizionali svantaggi e le forti controindicazioni della colonscopia tradizionale vengono di fatto azzerati: l’utilizzo del robot esonera infatti il paziente dall’anestesia, lo sottrae al rischio di perforazione del colon, e gli risparmia il fastidio di dover sentire i rigonfiamenti d’aria che consentono tradizionalmente di eseguire l’esame in profondità con il relativo dolore addominale connesso all’operazione.

Anche a livello di sicurezza per il paziente, il bruco-robot si rivela poi affidabile ed igienico: si tratta di uno strumento monouso che dopo l’utilizzo viene buttato garantendo la massima serenità in fatto di eventuali contaminazioni. E l’accuratezza dell’esame realizzato con questa tecnica, si pone poi come ulteriore punto di forza del robot, che è capace di individuare eventuali tumori con maggiore precisione rispetto alle tecniche di colonscopia tradizionali.

Presentato al Congresso nazionale di Gastroenterologia, lo strumento è stato utilizzato ad oggi con successo nei casi di colonscopia più impervi ed entro un futuro piuttosto prossimo, come spiega il professore di Management della Sant’Anna, Andrea Piccaluga ci sarà “un uso applicativo per quelle condizioni in cui i pazienti devono purtroppo sottoporsi a più controlli, come nelle malattie infiammatorie croniche intestinali”.