In collaborazione con SaluteItalia.net. Soprattutto per i piccoli che cominciano a frequentare la scuola materna, è il pediatra che può consigliare in merito alle vaccinazioni facoltative, come quella contro la pertosse, il morbillo, la rosolia e la parotite oppure quella contro l'haemophilus influenzae di tipo B. Al momento dell'iscrizione vengono richiesti i certificati di avvenuta vaccinazione per le vaccinazioni obbligatorie, contro poliomielite, tetano e difterite, epatite B. Questi vaccini possono essere somministrati direttamente dall'Azienda sanitaria locale oppure dal pediatra di fiducia. In genere non danno particolari fastidi, ma è sempre meglio tenere presenti sia le situazioni che controindicano la vaccinazione, sia i possibili effetti indesiderati legati alla somministrazione di un vaccino.Quando non farleSecondo le ultime ricerche, ci sono alcune situazioni in cui la vaccinazione non andrebbe eseguita. Ecco le più frequenti:- Stato di carenza delle difese immunitarie, magari anche solo temporanea come può accadere in caso di terapia a base di cortisone o di derivati di questa sostanza. C'è infatti il rischio che la risposta vaccinale sia inefficace perchè queste situazioni sono in contrasto con l'obiettivo stesso della vaccinazione, che è quello di alzare la risposta immunologica del soggetto.- Febbre con temperatura superiore ai 38, 38,5 gradi. Se la temperatura è più bassa, anche in caso di febbre si può procedere senza problemi.-Allergia all'uovo. Può controindicare la vaccinazione, perchè alcuni vaccini sono preparati proprio con proteine dell'uovo. In questo caso, comunque, basta avvisare il pediatra perchè scelga il preparato più idoneo.- Diarrea molto intensa, che può pregiudicare l'assorbimento della vaccinazione antipolio per bocca. Quindi rappresenta una controindicazione per questa vaccinazione.- Reazione allergica molto intensa dopo una vaccinazione che può sconsigliare il richiamo. Se la vaccinazione è necessaria può comunque essere praticata in un pronto soccorso pediatrico, per consentire l'immediato trattamento degli eventuali disturbi. Dopo l'iniezione (che può essere praticata nel braccio, nella coscia e nei glutei), si possono avere lievi disturbi, limitati a un leggero dolore accompagnato da arrossamento nella sede dell'inoculazione. Tendono a sparire da soli dopo poche ore, e comunque non permangono mai per più di due-tre giorni. Per limitare i disturbi, può essere utile massaggiare la zona interessata. In alcuni casi, la vaccinazione può provocare, in forma ridotta, i disturbi tipici dell'infezione contro cui si è protetto il bambino, come qualche linea di febbre, un leggero mal di gola. Infine, ma si tratta di casi rarissimi, le vaccinazioni possono causare danni cerebrali, anche se il rischio statistico è di molto inferiore a quello che si corre senza la vaccinazione.