In collaborazione con SaluteItalia.netTossinfezione alimentare: ricoverati 50 bambini. Un titolo del genere, con minime variazioni, va in cronaca almeno una volta all'anno in ogni regione, senza distinzione di reddito pro capite e di latitudine. Le cause sono quasi sempre le stesse: malgrado la catena alimentare che rifornisce le mense scolastiche debba sottostare a capitolati fra i più rigidi e dettagliati, qualcosa può andare storto e nelle uova, per esempio, compaiono senza essere state invitate le salmonelle. E le conseguenze sono quelle riferite prima.Nella maggior parte dei casi, la relazione di causa ed effetto è intuitiva: se per esempio tutti i bambini che in una mensa hanno consumato il gelato hanno avuto disturbi intestinali mentre tutti quelli che non lo hanno consumato sono stati bene, è massima la probabilità che il colpevole sia proprio il gustoso dessert. E conoscendo quali batteri patogeni sull'intestino si sviluppano più facilmente in ambiente freddo e cremoso, il gioco è fatto.Chi se ne occupa?A questo punto si tratta però di evitare che la cosa si ripeta e che possano accadere incidenti analoghi. In altre parole restando sempre all'esempio, ma il discorso si può estendere bisogna capire dove, come e quando le salmonelle hanno contaminato le uova che sono finite nel gelato e quindi nell'intestino dei piccoli consumatori. In collaborazione con SaluteItalia.netPoi è necessario verificare che presso altri fornitori siano rispettate tutte le norme igieniche. E qui entrano in scena i detective.Di queste indagini si occupano sia i medici sia i responsabili dell'ordine pubblico. La competenza è sanitaria quando il 'reato' è ormai stato compiuto ed è necessario dare un nome al colpevole (il microbo o il contaminante) e al suo mandante (l'errore nella catena alimentare che gli ha dato via libera). Se il caso ha rilevanza locale, se ne occupano i medici specialisti dipendenti dalle Unità operative di prevenzione e igiene degli alimenti e della nutrizione, presso le Aziende sanitarie locali, mentre se il caso ha rilevanza nazionale o presenta particolari difficoltà, la competenza passa all'apposita Unità operativa presso l'Istituto superiore di sanità.I controlli preventivi sono invece svolti soprattutto dalle forze dell'ordine, in particolare dai Nuclei antisofisticazione e sanità (Nas) dei Carabinieri, che dispongono di circa mille uomini altamente specializzati e sono organizzati in un centro di coordinamento nazionale, tre comandi regionali e una struttura operativa in ciascun capoluogo di provincia