Farmacia.it - 24 aprile 2006 Ogni anno in Italia aumenta il numero di persone che soffrono di glaucoma, una malattia degli occhi che, in mancanza di una diagnosi tempestiva, comporta un graduale restringimento dello spazio visivo fino a causare la cecità. Colpisce generalmente uomini e donne sopra i 40 anni. L'occhio è colpito da glaucoma quando si verifica un aumento della pressione interna dell'occhio provocato da una copiosa produzione del cosiddetto umore acqueo, cioè il liquido trasparente che alimenta cornea e cristallino, che non riesce più a fuoriuscire verso l'esterno. Il rialzo eccessivo causa una compressione del nervo ottico che ne può uscire danneggiato. Come può essere diagnosticata la malattia? Sottoponendosi, dopo i 40 anni, ad una visita oculistica. Perché solo l'oculista può riconoscerlo attraverso una serie di esami. Tra questi: La fonometria che si basa sulla misurazione del livello della pressione interna oculare. La misurazione con il fonometro si effettua solo dopo aver instillato nella congiuntiva una goccia d'anestetico e una piccola dose di colorante. In questa fase, su una particolare scala ordinata per gradi, appare il valore della pressione interna dell'occhio, espressa in mmHg (millimetri di mercurio). Il fonometro è un cono di plastica che viene poggiato sull'occhio e illuminato con una luce bluastra. L'esame del fondo oculare , per determinare lo stato di salute del nervo ottico Lo studio del campo visivo, per trovare le possibili zone in cui la visione è già danneggiata. Attenzione! Perché il glaucoma, molte volte, non dà segno della sua presenza e perciò può nuocere alla vista senza che il malato se ne accorga. Soltanto nei casi più gravi, la malattia può accompagnarsi a visione appannata, restrizione del campo visivo, scotomi (cioè visione di anelli colorati e luci), dolori e arrossamenti. In che modo si può rallentare il decorso cronico? Con i colliri. Tra i più utilizzati per diminuire la pressione oculare: i betabloccanti (che spesso possono avere effetti collaterali su cuore e bronchi) e i prostaglandinici, consigliati in caso di glaucoma ad angolo aperto. Ma, da qualche tempo si trova in commercio un nuovo collirio, da utilizzare una sola volta al giorno, una goccia per occhio, al mattino. In questo modo, per il malato, diventa più semplice seguire il trattamento. Tra i principi attivi contenuti nel farmaco è presente il timololo, un betabloccante, che riduce la produzione di umore acqueo. Il preparato è inserito nella classe A e, pertanto, rimborsabile dal Servizio Sanitario nazionale. Con il laser o intervento chirurgico. Quando i farmaci non riescono a regolarizzare i valori della pressione dell'occhio, occorre rivolgersi alla chirurgia. L'intervento con il laser, del tutto indolore, ha una durata di mezz'ora, però, spesso, per garantirne l'efficacia, deve essere affiancato ad un trattamento farmacologico. I miglioramenti non sono immediati, ma visibili dopo un mese. Invece, con la chirurgia tradizionale non è necessario usare il collirio perché l'intervento crea un nuovo canale, diverso da quello naturale, generalmente sotto la palpebra superiore, per la fuoriuscita dell'umore acqueo in eccesso. Rebecca Di Matteo