Oltre mille persone muoiono ogni anno per i colpi di sonno al volante, una media di tre al giorno, oltre al ferimento di altri 120 mila. In genere la causa va ricercata nella Sindrome delle apnee notturne (Osas), che può provocare anche molte altre patologie, spesso mortali, come l'infarto e l'ictus. Tutto questo produce un costo sociale molto elevato che si aggira sui 6 miliardi di euro ogni anno e di questa enorme cifra almeno un miliardo e' causato dalle conseguenze dei colpi di sonno alla guida o al lavoro. Questi dati sono emersi nel corso della presentazione alla comunità medico-scientifica del "Centro Multidisciplinare per la ricerca e la cura dei disturbi del sonno" di Roma, realizzato nella Clinica Parioli con la collaborazione della Fondazione per la ricerca e la cura dei disturbi del sonno Onlus. All’incontro erano presenti esponenti della sanità pubblica e privata come Emmanuel Miraglia, presidente del Gruppo Giomi, attivo nella sanità nazionale con oltre 35 strutture ed Stefano Cuzzilla, presidente del Fasi, il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa per i dirigenti di aziende produttrici di beni e servizi, con oltre 310 mila assistiti

Come ha detto il professor Francesco Peverini, direttore scientifico della Fondazione, "offriamo un effettivo contributo alla riduzione del pesante gap, assistenziale, organizzativo e normativo, che separa il nostro Paese dagli altri (Usa e Ue) sul fronte dell'accertamento preventivo e della Cura delle malattie connesse al sonno, a partire dalle Apnee Notturne (Osas). Questo si realizza con il Centro Multidisciplinare, con oltre 30 specialisti di diverse discipline, il cui compito è principalmente quello di sopperire ad una attuale carenza di offerta pubblica in materia di prevenzione e cura integrata dei disturbi del sonno, attraverso interventi di screening ed esami diagnostici, nonché con offerte di terapie mediche e chirurgiche in grado di assicurare una concreta riduzione del rischio di patologia connesso a questi disturbi, nel medio e lungo periodo".

Nella struttura è allestita un'area per la diagnosi (visite e test, polisonnografia, sleep endoscopy) e una dedicata alla terapia. Ci sono due "camere del sonno" e dello "sportello clinico". A questo proposito il professor Peverini ha aggiunto: "La camera del sonno è un modello di struttura di degenza dedicata all'accertamento e alla terapia dei disturbi del sonno ed è realizzata secondo protocolli che puntano a creare le migliori condizioni per accertamenti e cure. Gli ambienti sono ovviamente dotati di apparecchi per la diagnostica (polisonnografia) e per il monitoraggio della ventiloterapia (la cosidetta CPAP). Ma si cura anche la posizione dei letti, il colore delle pareti, la luce artificiale a tempo, l'importanza del "rumore bianco"; ed inoltre viene attribuita particolare attenzione ai materassi ed ai guancial, ideati per attuare, nel rispetto della fisiologia, specifiche funzioni nelle situazioni di insonnia o in caso di sindrome delle apnee notturne. Anche le suppellettili sono adeguate a creare le migliori condizioni di diagnosi e cura possibili ".