In collaborazione con SaluteItalia.net Negli ultimi tempi si parla soprattutto di vaccinazioni contro i rischi del bioterrorismo, come l'antivaiolosa o l'anticarbonchio. E in questo periodo dell'anno è consigliata la vaccinazione antinfluenza, soprattutto alle persone 'a rischio', perchè questa malattia infettiva può aprire la porta a patologie di origine batterica a carico dell'apparato respiratorio. Tuttavia, l'intero panorama della vaccinazioni è ben più complesso, e vaccinare significa soprattutto cercare di risolvere problemi di sanità pubblica. Naturalmente, il principale fine di una vaccinazione è il controllo della malattia, specie quando può causare complicazioni particolarmente temibili. Ma quanta più gente si vaccina, tanto maggiore è la possibilità che la malattia infettiva scompaia da una determinata zona, ed è quello che sta avvenendo per la poliomielite, mentre è già successo con il vaiolo, che è scomparso dal pianeta da una ventina di anni. Per giungere a questo risultato, occorre interrompere la trasmissione dell'elemento infettante da un individuo all'altro, il che significa aumentare la cosiddetta 'copertura' vaccinale della popolazione: quando questa supera il 90 per cento, quando cioè almeno nove persone su dieci sono state immunizzate contro un particolare patogeno, diminuisce il rischio per l'intera popolazione.