Cancro al seno: creata la mappa delle mutazioni genetiche. I ricercatori rivelano che tutti gli errori vengono segnati all'origine della trasformazione del tessuto mammario sano nel tumore.
Lo studio internazionale coordinato dal Wellcome Trust Sangers Institute dell'università di Cambridge, pubblicato sulla rivista Nature e Nature Communications, ha creato per la prima volta una mappa completa delle mutazioni genetiche (una buona notizia dal Cnr) dove vengono riportati tutti gli errori segnati all’origine della trasformazione del tessuto mammario sano del tumore (rischio recidiva con l’aumento del peso). Risultati che potrebbero rappresentare un punto di svolta nella lotta contro il big killer delle donne, perchè aprono la strada a trattamenti sempre più personalizzati e a nuove strategie di prevenzione del cancro al seno.

Cancro al seno: si va verso una lista completa dei geni colpevoli
"Nell'ultima parte del secolo scorso, siamo stati in grado di identificare i primi singoli geni che possono mutare, - spiega Mike Stratton, direttore del Sanger Institute di Cambridge, che ha condotto lo studio. - Ora, grazie alla nostra capacità di sequenziare l'intero genoma di gran parte dei tumori - prosegue - ci stiamo avvicinando essenzialmente verso una lista più o meno completa di quei geni del cancro. Quindi è un momento molto significativo per la ricerca sul cancro.  I tumori sono bestie subdole e lavorano in modo da sviluppare resistenze a nuove terapie. Nel complesso sono ottimista, ma – conclude Stratton - è un ottimismo temperato"
Per giungere a queste conclusioni, i ricercatori hanno preso in esame il Dna di un campione di 560 pazienti affetti da cancro al seno (individuata la proteina che provoca la metastasi). Tra loro c'erano anche 4 uomini. E dai dati analizzati hanno scoperto cinque nuovi geni che possono indurre le cellule del tessuto mammario sano a diventare tumorali. Ora i ricercatori sono a conoscenza di un totale di 93 geni che, se mutati, possono provocare il cancro. Alcuni erano già stati identificati prima, ma gli scienziati credono che questo sia l'elenco definitivo, salvo alcune mutazioni rare. Oltre a ciò, gli studiosi sono stati anche in grado di identificare 13 firme mutazionali, ovvero le impronte dei processi biologici che sono a monte della trasformazione delle cellule sane in cellule tumorali. Alcune sono legati al rischio familiare, ma la maggior parte sono ancora inspiegabili.
Dunque, questo è un momento molto significativo per la ricerca sul cancro, poiché, queste mutazioni rappresentano una potenziale debolezza che può essere usata per sviluppare farmaci. Tuttavia, va ricordato che è ancora presto per parlare di cure, infatti, pur già essendoci farmaci mirati che vengono utilizzati dai pazienti che presentano mutazioni specifiche, come ad esempio Herceptin, i ricercatori hanno precisato che ci vorranno ancora decenni prima che i nuovi farmaci arrivino in clinica.