Mischiare alcool e nicotina è un cocktail micidiale per la gola. Ne sono convinti gli otorini italiani, secondo i quali il 76 per cento dei tumori della bocca, l'86 per cento dei tumori alla gola e l'82 per cento di quelli alla laringe sono causati proprio (e principalmente) dall'associazione di bevande alcooliche e fumo. Dal congresso nazionale numero cento, la Società italiana di otorinolaringologia e chirurgia cervico-facciale (Sio) fa sapere in una nota che sono fortemente a rischio chi è soggetto a questo mix di sostanze. Infatti “chi fuma un pacchetto di sigarette al giorno assorbe in un anno l'equivalente di una tazza di catrame e in 20 anni 6 chilogrammi di particelle di polvere”. E seppure il numero assoluto dei fumatori in Italia sia in sostanziale calo anche per via della crisi economica e dell'introduzione delle sigarette elettroniche (dal 22,7% del 2011 al 20,8% nel 2012), c'è ancora molto da fare nella battaglia per debellare questo vizio. Perché, oltre alla quantità, è fondamentale anche sapere quello che si fuma, visto che le sostanze presenti nel tabacco si lega al tipo di tumore che potrebbe insorgere.

Per esempio, chi sceglie le sigarette ad esempio è più esposto a tumori del cavo orale posteriore e delle vie aree generali (laringe, trachea, bronchi e polmoni). Non meno rischi per gli amanti di pipa e sigaro. I quali, stando agli ultimi dati a disposizione,  invece presentano una maggiore incidenza di tumori al labbro, alla guancia e al cavo orale anteriore a causa del prolungato contatto del labbro con il calore. Ma il quadro rischia di peggiorare se alla nicotina si aggiungono altre sostanze cancerogene. In quest’ottica anche il consumo combinato di 'alcool attenzione. Nonostante le ricerche dimostrino che in dieci anni, dal 2002 al 2012, il numero di consumatori giornalieri di bevande alcoliche è diminuito del 26.4 per cento, è d'altra parte aumentata la fetta di chi mixa alcolici e fumo (dal 23,1 del 2002 al 26,9 per cenro del 2012), soprattutto tra i giovani. I ragazzi di 18-24 anni che frequentano le discoteche infatti abusano del consumo di alcol (30,5 per cento) rispetto ai coetanei che non vanno in discoteca (8 per cento).

Nota il professor Angelo Camaioni, presidente della Società italiana di otorinolaringoiatria e direttore dell’unità operativa complessa di Orl Ospedale San Giovanni di Roma: “È evidente a tutti noi come sia importante sottolineare con forza la correlazione diretta tra danno biologico da fumo in associazione con l'alcool e l'aumentato rischio di tumori delle vie aereo-digestive superiori. Se consideriamo infine come una caratteristica costante di tutte le patologie fumo correlate sia un certo ritardo diagnostico dovuto alla riluttanza del fumatore a ricorrere alle cure mediche, è per noi chiaro come lo specialista otorinolaringoiatra possa e debba giocare un ruolo significativo nell'educazione e nella lotta a tabagismo e alcool”.