I pazienti che non possono eseguire la vaccinazione per il morbillo sono sottoposti a somministrazione di anticorpi (Ig) specifici efficaci nel prevenire la malattia. Il morbillo è una malattia infettiva contagiosa,che colpisce prevalentemente i bambini ed è caratterizzata dalla comparsa di tipiche macchie rossastre (esantema). In Italia è consigliata,ma non obbligatoria,la vaccinazione trivalente contro morbillo,parotite (od "orecchioni",giacché provoca l'infiammazione delle parotiti,due grosse ghiandole poste ai lati del collo,proprio sotto il lobo delle orecchie) e rosolia (malattia molto contagiosa che provoca la formazione di un esantema caratteristico,costituito da macchie di color rosso-rosa più o meno grandi) al 12°-15° mese,al 5°-6° anno ed all'11°-12° anno. Le immunoglobuline sono proteine presenti nel sangue che vengono prodotte dai linfociti B (un tipo di globuli bianchi) quando il sistema immunitario entra in contatto con sostanze estranee (antigeni) appartenenti ad un agente infettivo (ad esempio un batterio o un virus). Ciascuna immunoglobulina è specifica per l'antigene che ne ha provocato la produzione ed è capace di legarsi ad esso,facilitandone l'uccisione e l'eliminazione. Le immunoglobuline (Ig) specifiche per il morbillo sono efficaci nel prevenire la malattia,purché somministrate entro 6 giorni dall'esposizione al virus. La legge Italiana circoscrive tale somministrazione a situazioni particolari in cui è controindicato il vaccino e sono prevedibili complicazioni legate alla malattia. E' il caso di donne in gravidanza,pazienti che hanno un sistema immunitario "basso" a causa di particolari malattie (ad esempio i malati di A.I.D.S.),bambini di età compresa tra 6 e 12 mesi. La protezione conferita dalle Ig è temporanea e,quindi,a distanza di non meno di sei mesi è consigliabile,in ogni caso,eseguire la vaccinazione.