Detto anche "danno fisiologico" o "danno alla salute" consiste nel danno subito da una persona in sè e per sè,indipendentemente dalle conseguenze economiche che possono derivarne. Il termine "danno biologico" è presente nella legislazione italiana dal 1942,ma solo recentemente (1986) è stata presa in considerazione la sua piena risarcibilità. La legge prevede,però,che alla valutazione del danno biologico non contribuiscano nè la perdita di reddito ad esso connessa,nè la perdita dell'attitudine generica al lavoro. La valutazione medico-legale di tale danno,dunque,deve innanzitutto tener conto del fatto che l'incapacità lavorativa è diversa da quella biologica,così come diverse sono le loro scale di valutazione: basti pensare che il 100% di incapacità lavorativa lascia,nonostante la gravosità della menomazione,una residua possibilità di vita biologica (o fisiologica) mentre il 100% del danno biologico corrisponde alla morte. In secondo luogo occorrerà valutare accuratamente quale era lo stato normale della persona danneggiata prima dell'infortunio o della malattia professionale,così che,ad esempio,il danno biologico causato da un infortunio ad una gamba dovrà essere ritenuto più lieve per un soggetto che già aveva difficoltà a camminare. Per la valutazione economica del danno biologico devono essere seguiti criteri basati su dati imparziali e che,quindi,non tengono in considerazione il reddito della persona danneggiata. In particolare,la nuova metodologia medico-legale per la valutazione delle menomazioni derivanti da infortunio sul lavoro,segui il D.M. 12 luglio 2005 pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 25 luglio 2000. Organi competenti in materia di danno biologico sono l'INAIL,l'INPS,l'INAS e l'IPSEMA. Utile visita del medico legale.