Esame di laboratorio utilizzato per valutare la presenza di malaria,una malattia infettiva tipica dei paesi tropicali. Valori normali: assenza di anticorpi nel sangue. I plasmodi sono parassiti (organismi che vivono a spese di un altro organismo) che provocano la malaria,ai quali l'organismo reagisce con la produzione di anticorpi. Delle cento specie di Plasmodium conosciute solo quattro sono infettive per l'uomo (Plasmodium falciparum,Plasmodium ovale,Plasmodium vivax e Plasmodium malariae) e,quindi,vengono ricercate in laboratorio. E' bene eseguire la ricerca degli anticorpi ogni volta che si sospetta di aver contratto la malattia. Nel caso specifico di malaria provocata da Plasmodium falciparum,tale ricerca va eseguita con metodiche particolarmente sensibili (titolazione mediante I.F.,vale a dire isoelettrofocalizzazione),perché questo parassita mette in atto molte strategie in grado di evadere e sopprimere il sistema immunitario dell'ospite (cioè l'organismo infetto). Lo sviluppo di un'immunità specifica avviene,infatti,solo dopo ripetute infezioni e si tratta comunque di una risposta non duratura. La trasmissione della malaria avviene da soggetto malato a soggetto sano attraverso la puntura della zanzara femmina del genere anofele,che ha funge da vettore (cioè trasporta il plasmodio raramente attraverso trasfusioni di sangue o da madre a feto durante la gravidanza. La gravità della malattia dipende dal genere del plasmodio e dalle condizioni del soggetto. In genere sono presenti mal di testa,brividi,febbre. A volte i sintomi sono molto lievi,altre volte più gravi. La febbre si ripete ad intervalli e le recidive (ritorno della malattia) si possono verificare anche a distanza di anni dall'infezione primaria. Nel caso del Plasmodium falciparum,che è causa del maggior numero di morti per malaria,gli attacchi febbrili,dovuti alla rottura dei globuli rossi,si ripetono ogni tre giorni. Le fasi successive della malattia sono caratterizzate da anemia e da occlusione dei piccoli vasi all'interno di molti organi,che sono causa di disfunzioni cerebrali e renali e di ulcerazioni nell'intestino. I farmaci consigliati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per i Paesi a rischio sono indicati nelle schede sanitarie per ogni Paese.