Radiografia dei linfonodi (le strutture che producono i linfociti,che sono particolari globuli bianchi che svolgono un ruolo molto importante nel sistema immunitario: hanno il compito di reagire in modo specifico nei confronti di qualsiasi agente estraneo) e dei vasi linfatici (i canali che attraversano i linfonodi). La linfografia è un esame non doloroso,che sfrutta i raggi X (radiazioni). Il paziente deve assumere una particolare posizione,indicatagli dall'operatore e tale da far pervenire i raggi X,inviati dallo strumento,sulla parte del corpo in osservazione. Le strutture di un organismo assorbono i raggi X in modo diverso. Quelle più dense (ad esempio le ossa) assorbono la radiazione più facilmente di quelle meno dense (ad esempio la pelle,i polmoni,ecc.) e la parte di radiazione non assorbita (che,cioè,ha attraversato i tessuti) può essere "raccolta" su una lastra fotografica. Si ottiene,così,la radiografia,vale a dire un'immagine in "bianco e nero" in cui i tessuti più densi appaiono chiari e quelli meno densi appaiono scuri,con diverse sfumature di grigio. Data la trasparenza dei linfonodi e dei vasi linfatici ai raggi X,per eseguire la linfografia si utilizza un mezzo di contrasto,ovvero una sostanza che li rende capaci di assorbire la radiazione. Il contrasto sale con estrema lentezza,per cui l'esame dura abbastanza a lungo. La linfografia è utile per la diagnosi del linfedema,consistente nel rigonfiamento dei vasi linfatici,prevalentemente degli arti. Va segnalato che si possono avere reazioni allergiche ed altri effetti collaterali,quali infiammazioni dei linfonodi con febbre e microembolia polmonare ("piccolo" blocco dei vasi sanguigni del polmone). E' bene sapere che,se ricevuti in grosse dosi,i raggi X possono nuocere alla salute interferendo nel processo di riproduzione delle cellule. E' consigliabile,quindi,eseguire una radiografia solo in casi d'effettiva necessità e,in ogni caso,non per le donne in gravidanza.