Malattia infettiva a trasmissione sessuale che può manifestarsi in vari modi,a seconda della zona del corpo colpita dall'agente patogeno (il microrganismo responsabile dell'infezione). La sifilide può essere trasmessa anche attraverso il sangue (trasfusioni) e dalla madre al feto attraverso la placenta. In quest'ultimo caso il feto può morire nell'utero o,in caso di sopravvivenza,può presentare gravi alterazioni,che possono insorgere anche in un momento successivo alla nascita. I sintomi sono diversi nel primo periodo di malattia (sifilide primaria) o dopo circa sei settimane (sifilide secondaria). In un primo momento compare (nei maschi sul prepuzio e nelle femmine sulle grandi labbra o le piccole labbra) il sifiloma,che è un'ulcerazione dura,che non procura dolore e che guarisce spontaneamente. Successivamente,si ha un'eruzione diffusa a tutta la pelle,caratterizzata da eritemi (arrossamenti localizzati della cute dovuti a dilatazione dei capillari) e papule (bollicine),che non provocano prurito e pian piano guariscono. Contemporaneamente,si evidenziano erosioni della superficie delle mucose della bocca (lingua,gengive,tonsille,ecc.) e degli organi genitali; tali erosioni non provocano dolore,ma sono ricoperte di un materiale grigiastro. Terminata questa fase,la malattia permane,come si può accertare attraverso gli esami del sangue. Può durare molti anni,anche tutta la vita,e,tra il terzo ed il venticinquesimo anno dall'infezione,potrebbe colpire tutti gli organi e gli apparati (pelle,laringe,polmoni,stomaco,fegato,ossa,ecc.),con lesioni che guariscono lasciando cicatrici ed atrofia (diminuzione di volume di un organo o di un tessuto). La terapia fa uso di antibiotici specifici. Indispensabile visita infettivologica.